E' arrivato il giorno.
Tutto è pronto. Eli mi accompagna in aeroporto. Prima però passo dalle mie amiche-supporters, Lucia che forse più di tutti capisce quello che sto per fare (forse anche più di me!) e quanto sia importante per me, Francesca e Tania che tante volte mi hanno sentita parlare del Cammino e sul mio volto hanno scorto l'entusiasmo per questo viaggio atipico (forse anche incomprensibile se si pensa che è un entusiasmo per giorni e giorni, km e km, di camminata) per andare dal mio amico Giacomo. E poi c'è la benedizione del Don, gli in bocca al lupo degli altri...
L'entusiasmo è a mille. Mentre attendo in fila di imbarcarmi, invio un sms a quasi tutti i numeri in rubrica. Le risposte sono le più disparate. Alcune simpatiche, alcune di incoraggiamento, alcune di stupore, alcune di invidia (per il coraggio che ho). Quella che riporto mi è rimasta impressa perchè è molto particolare. E' di Marina, che ha fatto il Cammino del Portogallo la scorsa estate: "Nel dolore troverai le risposte"... Mi fa riflettere (un pò mi inquieta). Ho due ora in aereo per riflettere... e la prima frase che mi viene in mente e che mi continua a girare in testa per quasi tutto il viaggio è: MA CHE CAZZO STO FACENDO?
Ok, lo ammetto ho realizzato solo ora, solo su un aereo che mi sta portando a Madrid, quello che vuol dire veramente. L'entusiasmo in questo momento è stato superato, letteralmente surclassato, dalla paura.
Risento le parole di chi nell'ultimo periodo mi diceva:
- Ma vai da sola?
- Non hai paura?
- Tutti quei km!
- Ma chi te lo fa fare? tu sei pazza
- Perchè lo fai?
Cerco di ricordare le risposte che ho dato, sembravo convincente! Adesso lo sono un pò meno. La paura è tanta. E son da sola. Non posso telefonare o scrivere sms (sono su un aereo!) per cercare conforto. Sono sola. E il conforto, la motivazione, l'entusiasmo li ritrovo in me stessa, da sola.
Dall'aereo non scende una ragazzetta impaurita, scende una giovane entusiasta e convinta!
E poi... sarà il sole cocente, sarà el hablar espanol, sarà che quando metto piede in Spagna io rinasco... sarà quel che sarà ma appena scendo dall'aereo non vedo l'ora di salire sul bus che mi porterà finalmente a Leon. Le 5 ore passano abbastanza velocemente. Son li che penso all'indomani, che fremo per arrivare, per cominciare, per entrare realmente nel Camino. L'entuasiamo è di nuovo a mille. Psicopatica? Forse si, un pò... Se fossi normale non farei una cosa del genere.
Arrivo a Leon poco dopo le 21, il tempo di mangiare un panino al Mc e mi dirigo all'albergue municipal. Da questo momento, zaino in spalla, e camminare...
La hospitalera è molto gentile. Mi da le informazioni principali dell'albergue, su Leon e sul Camino. Me pone el primero sello en la credencial! (mi mette il primo timbro sulla credenziale). Chiunque incrocio nell'albergue mi saluta con "Hola" accompagnato da un sorriso. Son persone di tutte le età, di tutte le nazionalità, con i visi più o meno provati, più o meno abbronzati, alcuni zoppicanti, alcuni in perfette condizioni... Comincio ad entrare in questo mondo. Anche io adesso ne faccio parte. Mi vado a sistemare in una stanza con 4 letti a castello, ci sono già 3 pellegrini che dormono, quindi ho solo il tempo di sistemare il sacco a pelo, mettermi maglia e tuta per la notte (tutto al buio, ho dimenticato la torcia!) e andare a dormire. E prima di addormentarmi penso che... da domani si cammina!
mercoledì 29 aprile 2009
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