domenica 21 marzo 2010

20 marzo 2009

La sveglia stamattina è alle 7. Vediamo l'alba dal piano superiore dell'albergue poi facciamo colazione tutti insieme. Specialità della casa il pane inzuppato nel latte e poi fritto. Vabbè! Yvonne mi consiglia di metterci lo zucchero. Resta pesante cmq. Alle 8.15 dopo una chiacchierata di incoraggiamento e chiarimento sul camino di Luisa la hospitalera, mi metto in marcia. Gli altri son partiti una decina di minuti prima, per un pò li vedo davanti a me in lontananza, poi non più.. eh ma loro fanno 6/7 km l'ora... Un altro passo... Ma il discorso di Luisa era proprio questo. Ognuno il suo passo, ognuno il suo Camino. Arrivo a Foncebadon dopo poco più di un'ora. Mi fermo all'albergue per bere un pò d'acqua e per il sello e poi ricomincio ad andare, verso la Cruz. Si sale di parecchio. Son proprio sui picos... o cmq li vedo in lontananza. Ma di persone neanche l'ombra... In lontananza ecco la Cruz de Hierro. Questo è uno dei punti più importanti del Camino. Sono sola. Immortalo il momento con l'autoscatto. Mi fermo a gustare il momento, il silezio, a pensare a tante cose. Poi riprende la marcia verso il punto più alto di tutto il cammino. Ora sto camminando veramente in mezzo ai sentieri di montagna, in mezzo ai boschi, ai campi, ai precipizi... Passo attraverso un paese, Manjarin, con 3 ruderi e una casa, quella di Tomas. Lui è famoso nel cammino. Questa casa è una specie di comune, vivono in 3/4 non c'è luce e non c'è acqua calda nè riscaldamento. Però se si vuole ci si può fermar a dormire. Durante la giornata offrono acqua e galletas, su un tavolo ci sono pure spille e altri oggetti.. vivono di questo. La tappa è d'obbligo. Poi proseguo. Uscendo dal paese mi giro e scatto una foto. Tutto il paese sta nell'inquadratura! Poi ricomincio a camminar tra i boschi, tra i campi, tra i monti, salite e discese... Ad un certo punto un pellegrino con un cane mi vengono di fronte... E penso per la prima volta che effettivamente potrebbe esserci anche il ritorno... Non l'avevo mai pensato. Hola quando ci incrociamo... Più tardi un uomo di Madrid che mi raggiunge mi racconta che quello era un pellegrino "famoso". Ex maestro al quale è morto un bambino durante l'intervallo e ha deciso di far il cammino per tutta la vita, son tre anni che va avanti e indietro. Guardiamo con il suo navigatore l'altitudine, 1455 m e poi va... Mancano pochi km al prossimo paese, si alternano salite a discese, curve, tornanti, campi e carretera. Le discese son micidiali per i piedi. Sarà questo alternarsi di livelli ma avverto come uno strappo. Insomma sono una chiavica! Arrivo a El Acebo, due donne in auto Laura y Marta mi vedono zoppicare e trascinare e mi chiedono se voglio un passaggio, dico di no, dicono che non devo sforzare e che devono far delle cose al paese (ma che faranno in sto paese semi deserto?!?!) e quando vanno via se mi vedono per strada mi raccattano... Mi fermo a mangiare el bocadillo mas bueno del camino a casa Josefa. Poi ricomincio a camminare e vedo in lontananza un paese, dovrebbe essere Ponferrada... ci sono un pò di tornanti, stimo che saranno 15 km. Ce la posso fare! I piedi mi fanno malissimo e trascino la gamba e in qualche modo arrivo a Riego de Ambros e poi Molinaseca. Con questo dolore ai piedi decido che mi fermo qui ma l'alberque è chiuso in questo periodo... Mancano 6 km a Ponferrada, son disperata! Mi rimetto in marcia a fatica, mi fermo per massaggiar la gamba e i piedi e davanti a me si ferma un camion del soccorso stradale. Sulla fiancata c'è scritto che è di Ponferrada. Questo è un segno!!! Li troverò una farmacia, il bancomat e l'albergue aperto... é una città del resto! Arrivo al centro della città, c'è il Castello e la cattedrale. Molto carino. E poi c'è l'albergue. Mi sistemo in una stanza con due letti a castello, per ora son da sola. Vedo il tedesco di ieri, Matias, e dopo aver fatto la doccia incontra Antonio, si è appena svegliato è arrivato alle 3!!!! Alle 6 arrivano Angel e Yvonne e si sistemano nella mia stanza con una ragazza tedesca in bici coi capelli multicolor. El hospitalero mi cura i piedi e dice che devo star ferma almeno un giorno. Andiamo a prender una birra, facciamo la spesa per la cena e poi nanna.. Pensando al da farsi per l'indomani....

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