Come deciso il giorno precedente, la mattina mi sveglio e faccio colazione con gli altri in attesa che la figlia di Jato mi porti a O' Cebreiro in auto. Omar ha deciso di andar a piedi, l'olandese è partito prestissimo, l'uomo di Navarra prenderà i mezzi per tornare a casa, Laura y Marta proseguono in auto. Saluto tutti. Chiacchiero con Carlos in attesa. Son stata proprio bene qui!
Sul tardi arriva la ragazza e un collaboratore e mi portano a O' Cebreiro... all'incrocio per l'esattezza, e loro vanno in un paesino li vicino. Inizio a camminare, in salita. Effettivamene non era una strada che avrei potuto fare con questi piedi. Arrivo al centro del paese. E' piccolo, sembra un borgo medievale. Piccole botteghe artigiane piene di souvenir, le case tipiche di galizia coi tetti di paglia e la chiesetta. Entro a vedere. Faccio un giro, mi fermo a mangiare al "pub" e poi compro la piccola Romanina pellegrina e la appendo allo zaino.
Verso le 2 comincio a camminare. Come sempre, come al solito da sola. In mezzo al nulla. Cioè in mezzo ai campi, ai paesi vuoti dove ci sono più mucche e galline che persone. In uno c'è un cimitero dove ci sono più bare che case... Non c'è nessuno in giro! Bar e albergues chiusi. Per fortuna ci sono le fontane. Mi avevano avvertito che in Galizia fare gli hospitaleri è un lavoro, quindi non solo l'accoglienza è diversa, più fredda, ma non sono aperti tutto l'anno, ma da maggio quando c'è maggior affluenza. C'è caldo, c'è sole, non c'è nessuno nei pareggi, ci sono le pecore al pascolo in lontananza, ci sono vallate che devo percorrere su e giù. C'è la musica dei Negramaro soprattutto nel mio mp3, mi danno la carica. Ci sono le telefonate di incoraggiamento di alcune persone ma soprattutto della mia supporter n.1. Sempre li quando ho avuto un attimo di cedimento. Son 4 giorni che cammino da sola, che sto da sola per 10 ore al giorno e non è mai stato un problema per me, anzi.. ma in queste condizioni è pesante! E inizio a parlare con Romanina... Questi son i primi segnali di pazzia, eh si!
In lontananza vedo un paese... Inizio a scendere, prima i tornanti, poi passo in mezzo ai boschi e taglio la strada. I cartelli dicono 3 km ma dopo un'ora un altro cartello dice 3km... Inizia a tramontare... Io non lo so come sono queste indicazioni! Passa un'auto e chiedo informazioni. Mi spiegano un pò, forse da quel punto mancano 3 km (sempre 3, ancora 3!) per lo meno di strada in auto, a piedi non sanno che percorso fa fare. La signora mi dice di saltar su che mi portano all'inizio del paese. Si, non ne posso più di boschi, voglio riposarmi, lo devo ai miei piedi, dovevo camminare molto meno e invece un bel pò di ore le ho fatte. Mi lasciano davanti all'albergo municipal di Triacastela. All'entrata incontro un bel gruppetto di ragazzi che ovviamente mi salutano (Hola!) che sta uscendo. Alla reception non c'è nessuno. Sono stanchissima, allora mi dirigo verso l'altro albergue, privato, con ristorante annesso. Certo costa un pò di più ma mi regalo una stanza doppia con bagno tutta per me!!! Me la merito!
Mi faccio la docca e scendo al ristorante. Vicino al mio tavolo c'è la tavolata dei ragazzi di prima. Quando sto per finire il secondo si avvicina un ragazzo spagnolo, Gabriel, che mi invita al loro tavolo. Mi presenta un pò tutti, tedeschi, cinesi, coreani, inglesi e americane. Mi presenta Alexa e Rebekah, lui si è unito a loro dopo Pamplona, sta con Rebekah. Lui non parla inglese, lei non parla spagnolo. Si guardano, parlano a gesti, con gli occhi. Alexa è "graduata" in spagnolo quindi funge da interprete ma dopo tanti giorni non ne può più. Mentre lei parla con gli altri, io parlo e traduco per loro due. Son carini e simpatici. Si dicono tutto ciò che non si erano detti finora. Continuano a ringraziarmi. Io mi sono anche divertita. A poco a poco i ragazzi iniziano ad andar a letto, si è fatto tardi. Saluto loro 3 e ci diamo un quasi appuntamento per la colazione dell'indomani. Sempre li. Il dormitorio dove c'è la mia stanza è alla porta accanto.
Mi addormento pensando a cosa fare il giorno dopo, ormai è una costante. La notte penso di smettere e la mattina inizio a camminare....
mercoledì 24 marzo 2010
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